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Confronto dei sistemi di rilevazione presenze: carta, badge, impronta o app

Non esiste il sistema migliore in assoluto: il foglio presenze costa zero ma è facile da falsificare, il badge è semplice ma si presta, l'impronta è precisa ma in Italia è quasi sempre sproporzionata, l'app sul telefono è economica ma richiede smartphone. Ecco un confronto onesto per scegliere in base alla tua azienda.

Aggiornato:

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La tabella di confronto

Valori indicativi, IVA esclusa. I prezzi dei rilevatori variano molto per modello e fornitore.
Carta / ExcelBadge e rilevatoreRilevatore biometricoApp con QR + GPS
Costo inizialeNessunoRilevatore, badge, installazioneRilevatore e installazione, di solito più cariNessuno (tablet facoltativo)
Costo mensileTempo di chi trascriveSoftware, se a pagamentoSoftware, se a pagamento1,99 € per dipendente attivo, minimo 9,95 €
Rischio timbrature falseAltoMedio: il badge si prestaBassoBasso con QR dinamico, GPS e selfie o Face ID
GDPRDati semplici, ma archivio cartaceo da custodireDati sempliciDati biometrici, art. 9 GDPR: alto rischioDati semplici; posizione solo alla timbratura
InstallazioneNessunaCablaggio e corrente in ogni sedeCablaggio, registrazione delle impronteStampa del QR, attivazione dei telefoni
Più sedi o cantieriUn foglio per sede, da raccogliereUn rilevatore per sedeUn rilevatore per sedeUn QR per sede, stesso account
Calcolo ore e straordinariA manoDipende dal softwareDipende dal softwareAutomatico, export Excel, CSV, PDF

Foglio presenze cartaceo o Excel

È il punto di partenza di quasi tutte le piccole imprese. Non costa nulla, ma l'orario lo scrive il dipendente o il responsabile, spesso a fine giornata o a fine settimana. Gli errori emergono solo quando il consulente del lavoro prepara le buste paga.

  • Va bene se: hai pochi dipendenti in una sola sede e orari fissi.
  • Non va bene se: hai turni, straordinari frequenti o più sedi.

Un modello pronto è nella pagina del cartellino presenze. Quando il foglio non basta più, segui la guida per passare da Excel a un'app.

Badge e rilevatore a parete

Il classico marcatempo: il dipendente avvicina il badge al lettore. È veloce e familiare, e un sistema che registra solo accessi e presenze rientra nell'art. 4, comma 2, dello Statuto dei Lavoratori. Il limite principale è che il lettore riconosce il badge, non la persona: un collega può timbrare al posto di un altro.

Ogni sede richiede un rilevatore, corrente e spesso un software per scaricare e calcolare le ore. Approfondisci nella pagina sul marcatempo.

Rilevatore biometrico: impronta e riconoscimento facciale

Sulla carta è il più sicuro contro le timbrature false. In pratica, in Italia, è il più rischioso: i dati biometrici sono una categoria particolare (art. 9 GDPR) e il Garante privacy, con i provvedimenti del 22 febbraio 2024, ha sanzionato cinque società per il riconoscimento facciale usato per le presenze, ritenendo che il badge raggiunga lo stesso scopo in modo meno invasivo.

Prima di acquistare un rilevatore biometrico per le presenze, chiedi un parere scritto al DPO o a un legale. Se lo stai già usando, valuta la sostituzione e la cancellazione dei modelli biometrici.

App sul telefono con QR e GPS

Il dipendente inquadra con il proprio telefono il QR della sede; l'app registra l'ora del server e, se attivata, la posizione al momento della timbratura. Non c'è hardware da installare e una nuova sede si attiva stampando un codice.

  • Contro le timbrature false: un telefono per dipendente, QR dinamico, area GPS, selfie facoltativo e Face ID o impronta verificati sul telefono, senza dati biometrici per l'azienda.
  • Senza campo: l'app funziona offline e invia le timbrature appena torna la rete.
  • Senza smartphone: un tablet all'ingresso con PIN, badge stampato o codice personale.
  • Limite onesto: serve che i dipendenti usino il telefono, o un tablet in sede.

Come si evitano le furbizie nel dettaglio: timbrature false per i colleghi. Tutte le funzioni nella pagina dell'app di rilevazione presenze.

Quale scegliere

La tua situazioneScelta consigliata
Fino a 5 dipendenti, una sede, orari fissiFoglio o Excel possono bastare; l'app costa 9,95 € al mese e toglie il calcolo a mano
Negozi o uffici con più sediApp con QR per sede
Cantieri e squadre esterneApp con QR + GPS, modalità offline
Dipendenti senza smartphoneTablet all'ingresso con PIN o badge stampato
Serve verificare l'identitàFace ID sul telefono del dipendente, non un rilevatore biometrico

Per l'ingresso c'è l'offerta speciale del tablet: Samsung Galaxy Tab A9+, 3 mesi di QRtimetrack gratis e guida passo passo. Prova gratuita di 7 giorni fino a 10 dipendenti, senza carta di credito.

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Domande frequenti

Qual è il sistema di rilevazione presenze più economico?

Il foglio cartaceo o Excel non ha costi diretti, ma richiede tempo per trascrivere e calcolare le ore e non protegge dalle timbrature false. Un'app sul telefono non richiede hardware: QRtimetrack costa 1,99 € per dipendente attivo al mese, minimo 9,95 €, IVA esclusa.

Il rilevatore a impronta digitale è legale in Italia?

Non è vietato in assoluto, ma per le sole presenze è molto difficile da giustificare. I dati biometrici sono una categoria particolare del GDPR e il Garante ha sanzionato nel 2024 l'uso del riconoscimento facciale per le presenze. Chiedi un parere al DPO prima di installarlo.

Badge o app: quale è più sicuro contro le timbrature false?

Il badge si presta facilmente. Un'app legata al telefono del dipendente, con QR dinamico o area GPS e, dove serve, selfie o Face ID sul dispositivo, rende molto più difficile timbrare per un collega.

Serve l'accordo sindacale per installare un sistema di presenze?

Per strumenti che registrano solo accessi e presenze no: l'art. 4, comma 2, dello Statuto li esclude dall'accordo. Serve un'informativa adeguata ai dipendenti e il rispetto del GDPR. Funzioni di controllo più ampie vanno valutate con il consulente del lavoro.

Posso usare più sistemi insieme?

Sì. Molte aziende usano l'app sul telefono per chi lavora fuori sede e un tablet all'ingresso per chi non ha lo smartphone. Le timbrature finiscono nello stesso cartellino.

Fonti

  1. Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei Lavoratori), art. 4 – Normattiva
  2. Garante privacy, provvedimento del 22 febbraio 2024 [doc. web n. 9995680]
  3. Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), art. 9 e 35 – EUR-Lex
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